OnlyFans ha trasformato il panorama dell’intrattenimento per adulti, consentendo a creatori di contenuti di monetizzare in modo indipendente. Tuttavia, dietro la promessa di guadagni elevati si nascondono una serie di rischi che chiunque voglia entrare in questa piattaforma deve conoscere.
La privacy, la sicurezza finanziaria, gli aspetti legali e la reputazione personale sono elementi critici che vanno valutati attentamente. In questo articolo analizzeremo i pericoli più comuni e forniremo consigli pratici per minimizzare i rischi di Onlyfans.
Uno dei problemi più delicati per le Creator OnlyFans è la diffusione non autorizzata dei propri contenuti. Nonostante la piattaforma offra alcune tutele, è sufficiente che un abbonato scarichi foto o video per vederli rapidamente circolare su siti pirata, forum specializzati o canali Telegram. Questo fenomeno non danneggia solo la privacy della creator, ma incide anche in modo diretto sui guadagni, perché riduce il valore dell’abbonamento e alimenta un mercato parallelo basato sul furto dei contenuti.
Negli ultimi anni si sono sviluppati diversi strumenti per monitorare e contrastare questa pirateria. Oltre ai tradizionali servizi DMCA, che permettono di richiedere la rimozione dei materiali rubati, esistono soluzioni più avanzate come quelle offerte da piattaforme specializzate – ad esempio Ceartas, che sfrutta l’intelligenza artificiale per individuare e segnalare in tempo reale la presenza di contenuti piratati su decine di milioni di siti. Non si tratta di un sistema infallibile, ma rappresenta un passo avanti importante rispetto al monitoraggio manuale, spesso lento e inefficace.
Per una creator, la scelta è quindi tra convivere con il rischio dei leak oppure investire in strumenti di protezione attiva che possano ridurre la diffusione non autorizzata e salvaguardare la propria immagine professionale.
Uno degli aspetti più sottovalutati dai creator di OnlyFans riguarda la fiscalità. Dal 2023 la direttiva europea DAC7 ha introdotto l’obbligo per tutte le piattaforme digitali di comunicare automaticamente i guadagni dei propri iscritti alle autorità fiscali nazionali. Questo significa che i redditi generati su OnlyFans vengono segnalati direttamente all’Agenzia delle Entrate alla fine di ogni anno fiscale, rendendo impossibile “nascondere” le entrate e aumentando i controlli su chi non le dichiara correttamente.
In Italia, oltre all’obbligo di dichiarazione e, sopra certe soglie, di apertura di una partita IVA, esiste anche una normativa particolare: per i redditi derivanti dalla produzione di contenuti pornografici può essere applicata una forma di imposizione aggiuntiva del 25%, spesso chiamata in maniera informale sovrattassa etica o Porn Tax. L’obiettivo è scoraggiare attività considerate “a rischio” o non in linea con la morale pubblica, ma nella pratica rappresenta un aggravio fiscale che riduce in maniera significativa i margini delle creator.
Per questo motivo non poche professioniste del settore scelgono di trasferirsi in paesi con regimi fiscali più favorevoli. Romania, Repubblica Ceca e Ungheria, ad esempio, offrono una tassazione più leggera sui redditi delle attività online e non prevedono imposte aggiuntive specifiche per il materiale pornografico. Questa migrazione fiscale ha reso tali paesi veri e propri hub europei per la produzione di contenuti per adulti, attirando creator che cercano di tutelare al meglio i propri guadagni e ridurre il rischio di sanzioni.
In ogni caso, restare informati sul quadro normativo e affidarsi a un commercialista specializzato resta la scelta più prudente, perché errori o leggerezze in materia fiscale possono comportare conseguenze legali molto più pesanti rispetto ai benefici a breve termine di una gestione “fai da te”.
Un altro aspetto critico dell’esperienza su OnlyFans riguarda la stabilità del proprio account. Le policy della piattaforma sono spesso volutamente generiche e poco trasparenti: questo lascia ampio margine a sospensioni o ban improvvisi, anche senza spiegazioni dettagliate.
Per una creator significa ritrovarsi da un giorno all’altro esclusa dalla piattaforma, senza possibilità di aprire un nuovo profilo e, soprattutto, senza accesso immediato ai guadagni già accumulati. In molti casi, infatti, OnlyFans trattiene le somme maturate ma non ancora prelevate, creando un danno economico diretto. È per questo che chi lavora sulla piattaforma tende a prelevare i fondi non appena diventano disponibili, riducendo al minimo l’esposizione a questo rischio.
Accanto al tema dei ban si colloca quello dei chargeback, cioè i rimborsi forzati richiesti dagli utenti alle proprie banche dopo aver acquistato contenuti. Anche se la transazione era stata completata, il provider di pagamento può restituire il denaro al cliente e scalare l’importo direttamente dal saldo del creator. In pratica, la creator perde sia il guadagno sia il contenuto già consegnato, senza reali possibilità di difesa. Questo fenomeno, sommato alla mancanza di tutele effettive, genera incertezza e instabilità finanziaria.
Il risultato è che la dipendenza esclusiva da OnlyFans comporta sempre un margine di precarietà: account a rischio di chiusura, guadagni che possono sparire con un ban o con un chargeback, e regole che cambiano senza preavviso. Per questo motivo, molte professioniste scelgono di diversificare le proprie fonti di reddito e di non affidarsi unicamente alla piattaforma per la gestione della loro attività.
Gestire un account OnlyFans non significa semplicemente caricare qualche foto o video: dietro c’è un lavoro quotidiano che richiede costanza, creatività e competenze trasversali. Bisogna produrre contenuti con regolarità, promuovere il profilo su più canali social, rispondere ai messaggi degli abbonati, gestire pagamenti e sicurezza informatica, senza contare l’ansia legata alla concorrenza e al rischio di perdere iscritti. Questa mole di impegni rende difficile vivere serenamente dell’attività, soprattutto se affrontata da sole.
A rendere il quadro ancora più complesso è l’instabilità economica. Nonostante online circolino storie di guadagni astronomici, la realtà è che secondo uno studio di Variety, in media le Creator OnlyFans guadagnano circa 1.300 dollari al mese, cifre che non garantiscono indipendenza economica né un futuro stabile. Solo una piccola percentuale riesce a trasformare OnlyFans in un lavoro redditizio a lungo termine, e spesso ciò avviene grazie a un approccio professionale strutturato.
Per questo molte creator scelgono di collaborare con un’agenzia specializzata in OnlyFans, come Creator Advisor, che offre supporto strategico e operativo. Lavorare con un’agenzia ha naturalmente un costo, ma consente di accedere a competenze specifiche in marketing, gestione dei contenuti, branding e customer care che da sole sarebbero difficili da sviluppare. Disporre di un team significa poter delegare le attività più tecniche e concentrate, liberando tempo ed energie per la produzione creativa e aumentando le probabilità di ottenere risultati concreti e sostenibili nel tempo.
In un settore competitivo e in continua evoluzione, affrontare il percorso senza un supporto professionale significa spesso rimanere confinati in guadagni instabili e margini ridotti. Un approccio strutturato, invece, può trasformare un’attività incerta in una vera carriera digitale.
Un aspetto spesso sottovalutato da chi apre un profilo OnlyFans è che, una volta pubblicato un contenuto, è praticamente impossibile cancellarlo del tutto da internet. Anche se la piattaforma offre strumenti di segnalazione e anche se esistono software e servizi che permettono di inviare richieste DMCA per deindicizzare i siti pirata da Google, la realtà è che una foto o un video, una volta copiati o condivisi, possono continuare a circolare su forum, canali privati e archivi online per anni.
Questo significa che ogni contenuto caricato rischia di restare disponibile in rete a tempo indefinito, al di fuori del controllo della creator. È quindi fondamentale essere assolutamente consapevoli di quello che si decide di pubblicare: ciò che oggi può sembrare un semplice passo per guadagnare, domani potrebbe avere conseguenze sulla reputazione personale o professionale.
Chi sceglie di lavorare su OnlyFans deve quindi partire da un principio chiaro: ciò che pubblichi resterà sul web. Non bastano pseudonimi o misure di sicurezza per cancellare del tutto la traccia digitale; la scelta deve essere ponderata al 100% prima di condividere qualsiasi contenuto.
OnlyFans può essere una fonte di reddito interessante, ma è fondamentale conoscerne i rischi e adottare strategie per proteggere la privacy, la sicurezza finanziaria e la propria salute mentale. Valutare alternative e diversificare le fonti di guadagno è essenziale per garantire stabilità e controllo sulla propria carriera.
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