- OnlyFans
- Telegram
- Instagram
- Tiktok
- X (Ex Twitter)
- Conosciuta anche comeCherry Bomb
- NazionalitàItaliana
- Età30
- CittàArezzo
Aurora Panci, nata ad Arezzo nel 1996, è una content creator italiana che ha costruito la propria notorietà mescolando esposizione mediatica, provocazione e strategia digitale. Prima di arrivare alle piattaforme per adulti ha avuto un percorso ordinario: diploma in biotecnologie sanitarie, lavori come commessa, assistente veterinaria, cameriera e hostess. Parallelamente coltivava i social e la fotomodella, imparando a stare davanti alla camera e a gestire la propria immagine.
Il salto avviene tra il 2022 e il 2023 con l’apertura di OnlyFans sotto il nome Cherry.bomb2.0. Qui costruisce un personaggio preciso: “la Prof”, la professoressa sexy che gioca su dinamiche di roleplay, allusione e fantasia. Il suo stile non punta sull’hard esplicito ma su erotismo, sceneggiatura e interazione. I contenuti mescolano semi-nudo, teasing e situazioni costruite attorno al personaggio. Il profilo è gestito con costanza e logica imprenditoriale, senza versione gratuita e con uso di PPV e contenuti personalizzati.
Lei stessa ha dichiarato che nel primo anno ha superato i 180.000 euro di guadagni, usando il denaro per migliorare la propria condizione e aiutare la famiglia. In un'intervista a La Zanzara ha parlato apertamente di prezzi e richieste particolari: video custom su richiesta, fetish specifici, fino a videochat private molto costose. Il messaggio che trasmette nelle interviste è pragmatico: OnlyFans come strumento di mobilità economica, non come gioco.
La parte più controversa della sua storia è l’episodio davanti a una chiesa romana. Il video, in cui si filma mentre si sfila l’intimo all’esterno dell’edificio con una didascalia provocatoria, diventa virale. La vicenda finisce sui giornali, in TV e in radio. Scattano polemiche, indignazione pubblica e una denuncia del parroco. Le autorità avviano accertamenti e si parla di possibili accuse legate ad atti osceni in luogo pubblico.
Aurora difende la propria posizione nelle interviste: sostiene che fosse una performance provocatoria legata al personaggio, non un attacco alla religione. Dice di non essere entrata in chiesa, di essere credente e di separare vita privata e personaggio online. Rivendica il diritto di usare la provocazione come linguaggio artistico e mediatico. Non mostra pentimento, anzi dichiara di essere disposta a spingersi molto in là — entro i limiti legali — pur di emergere in un mercato saturo.
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