I piedi, mi hanno ossessionato fin da quando ero giovane: è sempre stato il primo particolare che notavo in una ragazza. E tutte le mie ragazze hanno avuto piedi belli e curati: spesso ero io a prendermene cura, con amore.
Ma non avevo trovato mai nessuna che fosse in grado di darmi piacere con i piedi: qualcuna ci aveva provato, ma era stato goffo, poco sexy e non aveva raggiunto il risultato sperato. Nessuna aveva voglia di impegnarsi per qualcosa che non dava a loro piacere, ma costava solo impegno: quindi mi accontentavo di strofinare le mie parti intime sui piedi, mentre loro stavano ferme a riposare.
Ma provare quell’esperienza mi mancava davvero: avevo anche pensato a rivolgermi a una professionista del settore. Avevo controllato gli annunci specializzati, poi mi era sembrato qualcosa di troppo squallido, quindi avevo rinunciato: avere piacere con i piedi sarebbe rimasta una mia fantasia erotica, con cui trastullarmi nei momenti di solitudine.
Almeno la pensavo così finché non avevo conosciuto Carmen: nuova fidanzata di un collega d’ufficio, separata e con figli. Un po’ in carne, ma con un bel sorriso. E con dei piedi piccoli e perfetti: morbidi e delicati, proprio come piacevano a me.
Era stato il primo particolare che avevo notato: e anche lei doveva rendersi conto della bellezza dei suoi piedi, perché l’avevo vista sempre con scarpe aperte e spesso senza calze. Ma con uno smalto nero brillante a decorare le unghie.
Ovviamente non volevo complicazioni con i colleghi, quindi non mi ero fatto avanti. Mi limitavo a osservare, nelle occasioni in cui ci incontravamo tutti insieme, e a sognare quei piedi perfetti.
Però non dovevo essere stato così bravo a nascondere il mio interesse: soprattutto a giudicare dal tenore di un messaggio che avevo ricevuto una sera da un numero sconosciuto.
“Ti piacciono i miei piedini? Ho notato come li guardi sempre.”
Ovviamente nessuna immagine sul profilo: ma non era difficile immaginare chi fosse l’autrice del messaggio. Tanto valeva stare al gioco, visto che era stata lei a iniziare: le avevo risposto che i piedini mi piacevano, e anche tanto, ma che ero una persona corretta e non volevo assolutamente avere dei guai con i miei colleghi.
“Nessun guaio, stiamo solo chiacchierando. E sono sicura che ti piacerà la foto che ti sto per inviare.”
Una foto dei piedi di Carmen, ovviamente: questa volta con lo smalto rosso fuoco, che la rendeva ancora più eccitante. Ero stato al gioco: se continuava, vuol dire che questa attenzione piaceva anche a lei.
“E dimmi un po’ cosa faresti di bello con i miei piedini, se te li mettessi a disposizione.”
Ovviamente le avevo detto che mi sarei preso cura dei suoi piedi con la massima attenzione: li avrei coccolati, idratati e anche smaltati, se lei avesse desiderato. Non chiedevo altro.
“Davvero non ti piacerebbe fare niente altro?”
Quella domanda suonava come una sfida: avevo deciso di raccoglierla, non avevo nulla di particolare da perdere.
“Mi piacerebbe che mi facessi una sega con quei piedi.”
Il messaggio di risposta si era fatto attendere per qualche minuto: forse ero andato troppo oltre, invece la risposta mi aveva sorpreso.
“Ci vediamo da te?”
Avevo dovuto pensare in fretta: non potevo perdere un’occasione così ghiotta, ma dovevo essere anche sicuro di non crearmi dei problemi sul posto di lavoro.
Quindi le avevo proposto un incontro pomeridiano: avremmo approfittato del momento in cui il suo fidanzato era in trasferta e io mi sarei preso un permesso. Ero sicuro che ne sarebbe valsa la pena.
Con pochi altri messaggi eravamo arrivati a fissare la data: ora si trattava solo di aspettare pazientemente. Cosa che non sarebbe stata tanto facile: infatti Carmen continuava a mandarmi foto dei suoi piedi, praticamente una ogni sera, decorando ogni volta le unghie con un colore diverso.
Inoltre, sempre un messaggio per volta, mi dava delle precise istruzioni su come avrei dovuto occuparmi dei suoi piedi: bagno tiepido per rilassarli, poi massaggio con olio essenziale per far passare tutta la tensione della giornata. Se avessi voluto, poi, avrei anche potuto baciarli e leccarli, ma prima dovevano essere perfetti. Avrei dovuto anche stendere lo smalto, ma mi lasciava scegliere il colore preferito.
Tutte quelle chat non facevano che accrescere l’attesa e l’eccitazione: non mi ero masturbato così di frequente da quando ero adolescente. Fino a che non era arrivato il pomeriggio tanto atteso: avevo preparato un vero e proprio centro benessere per i piedi di Carmen, volevo che tutto fosse perfetto.
Lei si era presentata puntuale, con le scarpe aperte e i piedini in bella vista: l’avevo fatta accomodare e delicatamente le avevo sfilato le scarpe, iniziando il mio trattamento di bellezza. A ogni passaggio, a ogni tocco su quella pelle delicata la mia eccitazione aumentava a dismisura: non sapevo se sarei riuscito a trattenermi quanto bastava per ricevere il mio regalo.
Avevo steso lo smalto nero con cura e avevo atteso pazientemente che si asciugasse: Carmen sembrava più che soddisfatta di tutto il mio lavoro, perché mi aveva fatto cenno di spogliarmi. Lei sarebbe rimasta vestita: niente sesso, voleva solo soddisfare la mia fantasia. E anche la sua.
Ero un po’ in imbarazzo a spogliarmi così, ma l’eccitazione aveva preso il sopravvento appena Carmen si era avvicinata e aveva cominciato ad accarezzarmi l’interno della coscia con il piede destro. Avevo voglia di afferrarlo e baciarlo, ma l’avevo lasciata fare, godendomi quel tocco che saliva dal ginocchio al pube, facendosi sempre più vicino al mio pene.
Mi ero messo comodo, allargando le gambe in modo da offrire uno spazio di movimento: Carmen sembrava concentrata sulla sua missione, era arrivata qualche volta a sfiorarmi nel punto più sensibile, con una stimolazione che si faceva via via più intensa. E mi godevo la vista di quei piedi, ora in coppia, che si avvicinavano sempre di più al mio sesso, pronti ad afferrarlo e condurlo al piacere, proprio come se fossero stati due mani delicate. La stretta dei piedi direttamente sul pene mi aveva mandato una scossa al cervello e avevo chiuso gli occhi.
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