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Una cena con sorpresa – Racconto Fetish

Luigi conosce tutti i miei punti deboli: compresa la mia passione per l’esibizionismo. Nulla di volgare, esagerato, ma il piacere, che spesso si trasforma in ossessione, di fare sesso con il rischio di essere scoperti: solo in questo modo riesco a provare il piacere più intenso.

E in Luigi ho trovato un degno compagno, in grado di escogitare modi sempre nuovi per soddisfare questa mia passione: che, in un certo modo, è anche la sua. Sa che non voglio correre rischi eccessivi: ma sa anche che mi fido di lui, quindi gli lascio campo libero quando vuole mettere in pratica qualche nuova idea trasgressiva.

Questa è una di quelle sere, una sera che vuole dedicare alla mia passione: ho capito che ci sta pensando da tempo, perché ha fatto in modo che io fossi libera da impegni. È una settimana che penso a cosa possa avere in serbo per me, la curiosità è il primo motore della mia eccitazione.

Quando torno a casa trovo due pacchetti sul mio letto: uno è più grande, mi è facile capire che è un vestito. L’altro, più piccolo e anonimo, attira subito la mia attenzione: ma Luigi mi ha anche lasciato una lettera con delle istruzioni precise da seguire.

Prima di tutto devo aprire il pacco più grande: come sospettavo un vestito, nero e con pizzi e trasparenze al punto giusto. Insieme una lingerie di classe, anche questa nera, classica e non volgare. Mi chiedo cosa succederà alla lingerie prima della fine della serata. E poi le istruzioni sull’ora in cui mi passerà a prendere un’automobile con autista, per portarmi in uno dei ristoranti più chic della città.

Il pacchetto più piccolo dovrà rimanere chiuso fino a pochi minuti prima della partenza: è una sfida difficile, ma sono in grado di superarla. Vado a farmi la doccia e mi preparo con cura: voglio essere al centro dell’attenzione, come sempre.

Indosso la lingerie e il vestito: taglia perfetta, Luigi ha occhio per le misure. Ovviamente mi ha indicato anche le scarpe: nere, con il tacco alto, per slanciare ancora di più le mie gambe. Guardo l’orologio: ora è finalmente il momento di aprire il pacchetto misterioso.

Vorrei strappare la carta, ma la levo con delicatezza, per scoprire la mia sorpresa piano piano: un ovetto, di silicone rosa e una parte in metallo. Un cordino sottile lo completa: facile capire la sua funzione.

Forse per inserirlo ci vorrebbe un po’ di lubrificante: ma a me non serve, la mia eccitazione è già salita. Mi prendo qualche minuto per abituarmi alla sua presenza: all’inizio è strana, il silicone si adatta subito alla temperatura del mio corpo, ma sento ancora il freddo del metallo.

Provo a camminare: la prima sensazione è quella di perderlo, poi mi rendo conto che è ben ancorato all’interno della mia vagina. È il momento di andare e io sono pronta, per qualsiasi cosa accada.

Il tragitto in macchina è breve e l’autista silenzioso, anche se sento il suo sguardo ammirato mentre entro ed esco: lo sento sulle gambe, che sono nude e che escono maliziose dal vestito. È un bel ragazzo, mi piacerebbe stuzzicarlo ancora un po’, ma non voglio arrivare in ritardo.

Il ristorante è elegante, ambiente caldo e luci delicate, proprio come la musica che fa da sottofondo. Un cameriere mi accoglie e mi accompagna al tavolo, dove c’è già Luigi ad attendermi, con un sorriso soddisfatto sulle labbra.

Il tavolo è proprio al centro della sala: sono sicura che non è un caso, lo ha scelto perché in questo modo gli occhi di tutti saranno concentrati su di me. Mi sento come su un palcoscenico e la cosa mi piace, mi eccita.

Mi siedo: il vino è già versato nel bicchiere, un bianco di qualità, mi piace, anche se non devo bere per perdere i miei fini inibitori. Brindiamo e non faccio in tempo a sorseggiarlo quando lo sento: una leggera vibrazione, proprio nel centro del mio piacere.

Rischio quasi di rovesciare il vino: mi ero talmente abituata a quella presenza dentro di me da dimenticarmene, in attesa delle prossime sorprese. La vibrazione è leggera e silenziosa, quasi più rilassante che eccitante, ma in quella situazione è tutto diverso.

So che è impossibile che gli altri sentano il rumore, ma a me sembra invece di sentirlo a un volume altissimo. Arrivano gli antipasti e la vibrazione si fa più intensa: mi chiedo come controlli l’ovetto, probabilmente lo fa attraverso il cellulare, fingendo di rispondere ai messaggi.

Ha scelto le ostriche: anche se non ho bisogno di altri afrodisiaci. Cerco per un attimo di concentrarmi sul cibo, ma sta diventando impossibile. La vibrazione ha un ritmo perfetto, sembra arrivare a stimolare dei punti che difficilmente posso raggiungere in altri modi.

Finisco in qualche modo i miei assaggi e mi guardo intorno: nessuno dei commensali sembra accorgersi di nulla. Luigi mi osserva e aumenta la velocità e l’intensità della vibrazione: devo chiudere gli occhi e trattenere il respiro, per non lasciarmi scappare un gemito che sarebbe davvero troppo.

Bevo ancora un po’ di vino: se potessi mi spoglierei, ma mi limito ad accarezzarmi la gamba. Un gesto apparentemente casuale, come se dovessi sistemare il tovagliolo, ma che mi da un po’ di tregua: mi piacerebbe toccarmi, ma devo limitarmi a far correre la fantasia.

Vedo lo sguardo di Luigi, mentre quasi senza accorgermi del sapore del cibo consumo la mia cena: i suoi occhi mi scrutano, con un’espressione eccitata e divertita. La vibrazione arriva al suo culmine con il dolce: respiro profondamente, anche se sono sicura che qualcuno abbia già notato come mi agito sulla sedia.

Affondo il cucchiaio nella crema al cioccolato proprio quando sento che il piacere si sta facendo sempre più intenso: vorrei poter urlare, ma continuo a sostenere lo sguardo di Luigi, a provocarlo con gli occhi.

Sto raggiungendo il limite: tra poco non sarò più in grado di nascondermi dietro a una carezza veloce: porto il cucchiaio alla bocca e mentre gusto quella crema deliziosa sento un gemito che si fa largo dalla gola.

Vuoi sapere se qualcuno si è accorto di quello che stava succedendo al ristorante?

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